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I guru del real estate prevedono investimenti oltre i dieci miliardi nel 2019

La crescita maggiore sarà per l’alberghiero, mentre sul territorio Milano resta la città più attrattiva, seguita da Roma, Venezia e Firenze.
Nei primi nove mesi del 2019 gli investimenti nel real estate in Italia hanno superato i sette miliardi di euro, con una previsione di chiusura dell’anno oltre i dieci miliardi.
«Ciò che interessa agli investitori internazionali non sono i cambiamenti del Governo, ma le riforme economiche e le misure in grado di offrire il giusto contesto economico per investire – spiega Joe Azelby, responsabile del real estate di Ubs, che gestisce più di cento miliardi di euro di asset immobiliari –. E quello che vediamo è che la crescita del Pil italiano è tra le più basse in Europa e che il mercato finanziario è alquanto vulnerabile. Ciò detto, ci sono eccezioni, come Milano e altre aree che marciano a un passo completamente diverso.«Il ritardo italiano sul fronte dell’e-commerce è evidente – dice – ma il Paese sta recuperando velocemente. Non ci sono però strutture logistiche adeguate: una carenza che è anche un’ottima opportunità di investimento. Come quella della riconversione di vecchi uffici ubicati nei centri storici in residenze e hotel».
«Il residenziale e la logistica sono in pieno boom in tutta Europa – sottolinea Olaf Schmidt, head dell’international real estate in Dla Piper e organizzatore del Forum – così come continua il trend di crescita di tutti gli asset alternativi. Lo stesso accade in Italia, dove l’intero comparto del living attrae l’attenzione di investitori e developer.

Il settore dei centri commerciali è in una fase critica in tutta Europa, se non nel mondo intero, a causa della crescita dell’e-commerce. Ma l’Italia da questo punto di vista gode di un vantaggio: le vie della moda e del lusso, non solo a Milano, ma in generale nelle città storiche.
«I centri commerciali tradizionali italiani non saranno immuni dai grandi cambiamenti in atto – sottolinea Azelby – e questo si riflette sul repricing già in atto nel settore. Ma, dato che l’Italia è rimasta indietro rispetto ai competitor sul fronte dell’e-commerce, i proprietari dei retail center si dovranno adeguare. Le vie del lusso invece non risentono di queste minacce».

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