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BONUS IMMOBILI DI LUSSO: TUTTO CIÒ CHE C’È DA SAPERE

Tra i requisiti che un’abitazione deve avere perché chi l’acquista possa godere dei benefici fiscali così detti “prima casa” è richiesto che essa non rientri nelle categorie catastali A1, A8 e A9, categorie che – a seguito delle modifiche operate al D.P.R. n. 131/1986 (Imposta di registro) e al D.P.R. n. 633/1972 (I.V.A.) – dal 2014 hanno sostituito, con riferimento ai benefici prima casa, la tradizionale espressione di case di lusso per quanto attiene al calcolo dell’imposta di registro e dell’I.V.A.

Sostanzialmente, per beneficiare dell’agevolazione in parola la casa acquistata deve non rientrare nelle dette categorie (e non più non essere di lusso).

Successivamente, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che con decorrenza dal 2014, non si sarebbe dovuto più fare riferimento alle indicazioni fornite dal D.M. 02.08.1969 (Circ. n. 31E/2014).

La giurisprudenza che appare prevalente continua a fare riferimento al detto D.M, salvo per l’aspetto sanzionatorio, per il quale si ritiene applicabile anche prima, in virtù della norma secondo cui, “salvo diversa previsione di legge, nessuno può essere assoggettato a sanzioni per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile” (v. art.3, D. Lgs. n. 472/1997) (v. ad es. Cass. n. 14964/2018, ma contraria, sempre per quanto riguarda l’aspetto sanzionatorio, ad es. Cass. n. 18421/2017).

 

Decadenza agevolazioni

Riguardo alla qualifica di lusso non è infrequente il contenzioso tra l’amministrazione finanziaria e il contribuente. Succede infatti che a seguito dell’opzione operata dal contribuente in relazione al beneficio prima casa l’Agenzia delle Entrate comunichi la revoca del beneficio e che il relativo atto venga impugnato dal contribuente davanti alla commissione tributaria.

Molto spesso uno degli aspetti decisivi ai fini della decisione dei giudici attiene proprio alle dimensioni della casa.

Quanto alle dimensioni, il D.M. su citato prevede che sono di lusso “Le singole unità immobiliari aventi superficie utile complessiva superiore a mq. 240 (esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine)” (art. 6, D.M. 2 agosto 1969).

 

Calcolo superficie abitazione di lusso

Certamente problematico è il calcolo della dimensione ai fini dell’applicazione dell’art. 6 cit. Nel calcolo della metratura prevale il criterio dell’utilizzabilità su quello dell’abitabilità; il principio è stato affermato tra tante, nella sentenza della stessa Corte n. 1133/2018.

Sebbene la norma dia alcune indicazioni, all’atto pratico il contenzioso che si crea in ordine agli spazi che vanno computati è piuttosto folto. Ad es.

è stato considerato superficie utile un locale di sgombero (Cass. n. 10994/2018), un vano deposito (Cass. n. 25674/2013), un seminterrato, comprensivo di taverna, bagno e accessori (Cass. n. 10191/2013) o la taverna e la lavanderia (v. Cass. n. 1178/2016).

Accorpamento di due immobili e prima casa

Per quanto non sia espressamente collegato con le dimensioni della casa, anche l’accorpamento di due immobili non è stato ritenuto dii per sé ostativo alla fruizione dei benefici prima casa in caso di case (destinate a costituire un’unica abitazione e) non rientranti nella categoria di case di lusso (v. ad es. Cass. ord. n. 1810/2018).

Non spetta l’aliquota IVA ridotta se la “prima casa” ha la piscina.

Le abitazioni di lusso e l’inapplicabilità delle disposizioni agevolative connesse all’acquisto della prima casa.

 

Fonte: CondominioWeb – idealista

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